Rete Antiviolenza Città di Livorno

logo_rete_anti_trasp_COLORE_no_scritta

La Rete Antiviolenza Città di Livorno é la partnership costituita da Comune, Questura, Arma dei Carabinieri, Azienda USL 6, Associazione Ippogrifo che operano insieme nell’attivare sul territorio azioni integrate d’intervento a favore di donne e minori che subiscono violenza. Ognuno dei soggetti, nell’ambito della propria sfera di competenza, contribuisce a garantire un tempestivo intervento e forme di aiuto appropriate. La rete é ufficializzata attraverso un protocollo d’intesa, che è stato firmato al Centro Donna del Comune di Livorno, Largo Strozzi.

L’obiettivo è quello di lavorare insieme per contrastare la violenza di genere, un fenomeno purtroppo ancora oggi molto grave e diffuso che riguarda l’ambito fisico, ma anche psicologico, economico e spirituale.

Sempre più spesso le cronache ci mettono al corrente di episodi di violenza a danno di donne e di minori. L’esperienza della Rete Antiviolenza Città di Livorno segnala anche nel nostro territorio un crescendo di atti di violenza domestica e di violenza assistita. Per una bambina o per un bambino, essere testimone di violenze coniugali significa subire maltrattamenti in prima persona. Quando si parla di violenza di genere il profilo psicologico del maltrattante spesso rimane nascosto, quasi inesplorato nel suo essere protagonista di abusi fisici ed emotivi, mentre la vittima tende spesso a colpevolizzarsi e a trovare nel proprio comportamento la ragione del comportamento del partner. Non raramente la donna, spesso dipendente socialmente ed emotivamente dal partner, decide di tacere, restando confusa e dubitando di sé stessa: dominio e gelosia vengono interpretate come prove d’amore. Sappiamo bene che la violenza agita in famiglia racconta coercizione sessuale, determina progressivo isolamento sociale della vittima, evidenzia nelle pratiche tradizionali negative il sussistere di diritti umani negati per l’infanzia. Il più delle volte la persona che ha subito maltrattamenti, anche a distanza di tempo, denuncia un profondo sovvertimento della propria capacità di praticare e mantenere relazioni interpersonali.

Ippogrifo è partner della Rete Sociale “Alba Rosa” costituita nel 2013, attraverso protocollo d’intesa, da Fondazione Caritas, SVS Livorno, Centro Servizi Donne Immigrate (CeSDI). Questa partnership opera nel privato sociale e nel volontariato per la prevenzione e il fronteggiamento di ogni forma di violenza contro donne e minori.

Ippogrifo come Centro Antiviolenza opera presso il Centro Donna del Comune di Livorno. Quando la donna è vittima di atti persecutori il Centro Antiviolenza agisce contro lo stalking, inteso come molestie e/o minacce ripetute che turbano le condizioni di vita della donna e la mettono in uno stato di insicurezza e timore per se stessa.

Ha un numero di telefono Antiviolenza aperto 24 ore su 24: 388/0594850.

La donna che decide di allontanarsi dalla situazione di pericolo, spesso lasciando la propria casa con i figli,  deve trovare le risorse per far fronte ai nuovi bisogni che il distacco comporta insieme all’elaborazione del lutto e alla ricostruzione interiore. Deve fronteggiare la paura di nuove e più gravi violenze, spesso deve trovare un luogo dove proteggersi, sconosciuto al maltrattante, oltre a dover trovare le risorse economiche per mantenere se stessa e i figli.

Il centro antiviolenza può sostenerla nel percorso di uscita dalla violenza, dare informazioni, fornire una sistemazione abitativa ad indirizzo segreto, favorire la costruzioni di rapporti positivi con soggetti istituzionali come i servizi socio-sanitari e le forze dell’ordine, redige eventuali relazioni, se richieste, sul percorso svolto dalla donna.

La donna può resistere nella situazione di violenza, anche molti anni, per la paura e il rischio di nuove e più gravi violenze, adottando meccanismi di rimozione e minimizzazione delle violenze, indotti dalla necessità di sopravvivere al ripetersi di eventi traumatizzanti, sino alla consapevolezza che solo con la separazione potrà interrompere la violenza e proteggere se stessa e i figli. La separazione a volte non è una soluzione definitiva: spesso gli ex partner sono molto pericolosi anche per diversi anni.

La decisione di interrompere la relazione e separarsi costituisce il momento di maggior pericolo per la donna e deve essere affrontato con le necessarie cautele per evitare le reazioni violente del partner alla notizia della separazione. Le donne uccise dal partner sono, nella maggior parte dei casi, non quelle che ancora subiscono la violenza ma quelle che hanno trovato la forza e il coraggio di sottrarsi ad essa. Nelle situazioni di maggiore rischio, la donna con minori può essere collocata in un luogo protetto, in case rifugio o in luoghi di accoglienza individuati dal Servizio Sociale.

Il Centro antiviolenza può aiutare le donne nel percorso di rafforzamento e autonomia e di presa di coscienza del problema 

La violenza sui minori

È un fenomeno molto diffuso e trasversale, in quanto presente in ogni ambito culturale, sociale ed economico. Avviene prevalentemente all’interno del contesto familiare o da parte di persona conosciuta dal minore. Viene tenuto nascosto da chi agisce la violenza, da chi la subisce, da chi ne è a conoscenza.

La violenza assistita

È definita come qualsivoglia forma di violenza cui il minore assiste all’interno della famiglia, agita contro figure di riferimento (madre, padre, sorella, fratello, etc.). Assistere direttamente agli episodi violenti, o anche solo percepirne gli effetti, cagiona danni alla personalità e allo sviluppo dei minori, la cui gravità è pari a quelli prodotti dalla violenza subita. La violenza assistita, in quanto maltrattamento psicologico, comporta effetti a livello emotivo, cognitivo, fisico e relazionale. Anche se non risulta dimostrabile una correlazione lineare tra la violenza assistita e l’insorgenza di esiti clinici, conseguenze dannose provocate da abusi, maltrattamenti e violenze, si verificano con grande frequenza, anche nei casi in cui il bambino, la bambina non manifesti un sintomo immediato. Quando l’esposizione a scene di violenza è ripetuta, il benessere, lo sviluppo individuale e la capacità di interagire in modo funzionale a livello sociale sono seriamente compromessi, sia durante l’adolescenza che nell’età adulta. Nell’immediato, la violenza assistita può causare diverse manifestazioni di disagio come stress, depressione, difficoltà scolastiche, ridotte capacità empatiche, svalutazione di sé, e, sul lungo periodo, aumenta il rischio della riproducibilità, ossia di sviluppare comportamenti violenti in età adulta, assumendo la violenza come legittimo strumento relazionale, cosa che avviene soprattutto nei rapporti di coppia. L’effetto della violenza contro le donne va ben oltre le persone direttamente interessate (vittima ed esecutore della violenza) e colpisce le famiglie, le comunità e la società in generale.

Nido d'infanzia

Situato in una villa d’epoca, in Via Del Bosco, 15/A – 57126 Livorno, posta nel cuore verde della città, il “Nido delle Meraviglie” accoglie oltre 20 tra bambine e bambini dai 13 ai 36 mesi.

Il... [continua]

Corsi attivi